giovedì, 21 settembre 2006

Dici

e lo so
che c'è una ragione
se siamo qui.
dici che sei
il mio sovrappensiero
il mio fondermi
ingannando
me
ingannando
gli altri
il mio
rammaricarmi
infinito
il mio
stendermi
stanca
e posare la testa
dove meno
tel'aspetti
le mani nelle
mani,
i piedi
piccoli
indifesi
in allerta
quasi
potessi
fuggirti
davvero;
ma non c'è nulla
di indifeso
in me,
t'illudi.
dici che giudicare
è una
morsa
inutile,
che analizzare
è peccato,
domandarsi
dannazione,
basta
credere
avvertire
sentire
appena
di esser
meno soli,
poi il resto
va da sè,
dici:
allora
per favore
taci,
e comincia
ad essere
felice.
posted by: silocchidigatto at 16:43 | link | commenti (9)
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martedì, 05 settembre 2006


la bionda, il macho e il bibliotecario

"giuro che quella volta non c'entravo nulla. stavo, per i fatti miei, di fronte a un manoscritto del quattrocento falsamente attribuito al Valla, e meditavo sul da farsi. pubblicare la notizia o lasciare che gli altri brancolassero ancora per un po' nel buio della loro ignoranza distratta: di codesta schiatta si presentava, per sommi capi, il dilemma. altro che essere o non essere: mica si sceglie, la vita, capita. Amleto l'ho sempre immaginato come un bellimbusto scemo, alzi la mano qualcuno in sua difesa, o si archivi il caso. il tribunale umano, questa sì che fa pietà, come accezione: ma torna utile. miodio se torna utile. fatto sta che nemmeno la conoscevo, la signorina."
abbassò il capo, e fu come se avesse di nuovo dodic'anni,
" in fondo non ho mai conosciuto davvero una donna, io. biblicamente parlando, sia chiaro, non sono misogino. ventinove anni e mai un orgasmo vero. spero a voi non imbarazzi se parlo liberamente di certe cose... ma anche se fosse oramai il danno è fatto, solo, cercate di capire. comunque per tornare a lei era bionda, e le bionde non mi garbano. indossava uno di quegli abitini striminziti post femministi dalle pesanti arabescature rosse. avete mai fatto caso alla grazia dei contorni del rosso? beh, quella donna avrebbe approssimato qualunque delicato spettacolo all'imbarazzante, mediocre volgarità. con un seno simile io non uscirei fuori dalla porta di casa! e che dire delle gambe, se non che scoperte risulterebbero più triviali di un sesso fotografato in primo piano!"
si accomodò colla destra i capelli trapiantati di fresco, detergendosi col dorso della mano la fronte importante.
"ad ogni modo se ne stava da sola in mezzo alle riviste, diosolosa chi aspettava. forse un magnaccia. ricordo che giocava insistentemente con le punte dei riccioli sciolti, e quasi quasi incantava anche me, se non fossi un gran buon osservatore. infatti grazie al suo futile gesto riconobbi l'anello al suo dito mignolo: fortuna vuole che le sue mani fossero assai lungi dalla grazia michelangiolesca, così me ne accorsi all'istante. dell'anello, voglio dire. quello della tv. sarò anche un topo da biblioteca ma il telegiornale lo guardo anch'io, cosa credete. nel mentre mi prestavo a chiamare i dovuti soccorsi è entrato uno, nemmeno poco vistoso: macho, spalle larghe, un fisico piuttosto eloquente. portava dei jenas stracciati - qualcuno avrebbe dovuto dirgli che non vanno più di moda, perdio! - al livello delle natiche e una giacca in pelle, occhiali scuri. non saprei riconoscerlo con sicurezza, ma so per certo che non mi ha visto. se posso permettermi a mio avviso non avrete grossi problemi con le indagini, uno simile ha la faccia da assassino, te ne accorgi appena lo vedi."
accavallò la sinistra sulla destra, tutto in perfetto ordine mancino
"insomma questo prende la via della ragazza, lei inizia a scappare tra gli scaffali, poverina, poi sento solo un gran botto, da questo lato ancora non ci sento bene, maledizione, dopo due giorni abbondanti..."
e si penosamente carezzò un orecchio
"mi nascondo sotto la scrivania, sento i passi dell'uomo allontanarsi piano verso l'ingresso. alla fine siete arrivati voi, ma non c'era più nulla da fare."
"e l'anello?" fece il capo della polizia, mentre un altro gendarme, spazientito, già calcava piste alternative arraffando fogli sparsi.
"non lo so, quando sono arrivato non c'era più."
e di colpo gli venne voglia di fumare.

"che ne pensi, hank?" il poliziotto si accomodò su una sedia girevole e prese a giocare roteando come fanno i bambini capricciosi.
hank addentò una ciambella "quello è uno sfigato. non sarebbe nemmeno brutto se non si tenesse così. gli tirerebbe la paglia, al nostro assassino, fisicamente: spalle larghe, alto, bruno. peccato per lo stile. e il cervello: genio quanto vuoi tom, ma secondo me è fuori di testa. un mister hide nel corpo del dottor jackill."
e se la risero di gusto, detergendo i rispettivi intestini con una soluzione di acqua sporca e zuccheri complessi.
dietro al finto specchio quell'altro si pettinava metodico il trapianto e batteva nervoso dita sul tavolino di fronte.

lo lasciarono andare che saranno state le cinque. quattro ore d'interrogatorio, comprese le pause. in fondo erano stati gentili, gli avevano pure offerto dell'acqua calda zuccherata che, con molto coraggio, si erano azzardati a spacciare per caffè. appena uscito sentì l'urgenza di disfarsi di quegli abiti da archivista fallito. accese una sigaretta e, nel contatare quanto denso sia il fumo passivo, scorse un negozio d'alta moda sulla destra della via principale. una commessina tutta nervi gli si avvicinò appena vi mise piede dentro. apostrofò un "desidera" squillante e vivo che lo riportò al presente (si stava infatti perdendo tra le curve di una lamborghini di specie assai rara).
"Un abito elegante" rispose baritonale, sorridendo alla propria, furtiva immagine allo specchio: gli era riuscito bene, il trucco, quel completo enorme nascondeva bene la sua muscolatura altrimenti inequivocabile. sopraggiunse un pensiero, sgranò gli occhi. come preso da un raptus controllò il respiro, poi subito si palpò le natiche e, si, l'anello era ancora in tasca: un brillante taglio diamante da tredici milioni di euro. il cuore riprese a battere e il mondo a girare, lui a sorridere.
come dire: il trasformismo paga bene, e paga in fretta.
posted by: silocchidigatto at 16:46 | link | commenti (3)
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