RACCONTO A RATE
RATA UNO: CHI HA UCCISO LAURA PALMER?
the cat is on the table. l'unico esempio del libro d'inglese che nessuno scorda. a nina veniva da ridere, ma della grossa anche. perchè il gatto era realmente sul tavolo, sebbene si appropinquasse già, sottile e piatto, verso la lavatrice. come se gli bruciasse il culo (anzi, come se il culo gli andasse in fiamme) saltò per aria e si schiantò sul pavimento, mancando la mira. quando i gatti si muovono paiono presi da un'urgenza tipo "io-qui-non-ci-posso-più-stare". e non ci restano, cazzo, a costo di lasciarci le penne. che non hanno. insomma matilde (il gatto) si guardò attorno, delusa e sparuta, per qualche attimo, poi fuggì fuori dalla porta, in preda al panico.
probabilmente non vide le scale, o forse non ci fece caso apposta. certe bestie sono davvero convinte di avere nove vite. vaglielo a spiegare te che la vita è una e non va gettata via così. a lei probabilmente piaceva immaginarsi una wonder-cat. come smentirla? era finita tre volte sotto una macchina, di cui due si era rotta una zampa. mai la stessa, tralaltro. eppure era sempre tra noi. magari nove vite non le aveva, ma quell'unica in suo possesso era sfacciatamente fortunata, perdio. fatto sta che carambolò giù fino al piano terra manco avesse le ali. e infatti, siccome non le aveva, si schiatò di pancia, e pianse un po' prima di rimettersi in piedi. alla faccia di chi dice che i gatti cadono sempre sulle zampe. sti cazzi.
nessuno venne in suo soccorso. nina era troppo occupata a fissare la lavatrice che le tremolava davanti, gonfia di sapone e panni. aveva qualcosa da nettare, lei, era importante. odiava sentirsi sporca. la gatta ci mise ancora un po' a riprendersi, barcollava. alla fine prese la via della finestra come se qualcuno le avesse dato una pedata sul didietro. ci mise un nulla ed era fuori, il tutto miagolando. un bel dispendio inutile di energie, tanto a chi sarebbe importato delle sue intenzioni? era libera, come ogni felino. libera, come nasce ognuno di noi. libera. e mentre matilde gridava al quartiere la sua libertà con toni striduli, nina si grattò il capo e cercò di farsi tornare in mente chi aveva ucciso laura palmer, vittima innocente di twin peaks.
vantava 15 anni di vita quando trasmettevano la serie, ma sinceramente aveva sempre preferito x-files. non per altro, ma l'agente mulder è un bel figo... e poi le indagini variavano, perdio, mica la stessa storia ogni volta! insomma lei non ricordava come finisse il serial. ma quella laura palmer le aveva fatto una pena tale che durante le proiezioni si voltava sistematicamente dall'altra parte, quando compariva lei. perchè è questo il punto, il grande controsenso del mondo sullo schermo. laura non era morta, era morta solo per il pibblico. ed era stato proprio il pubblico, il grande seguito che a quel programma era toccato, ad ucciderla. gli spettatori creano il bisogno di nuovi mostri. gli spettatori creano i mostri per farsela passare, per ingannare la noia. gli spettatori sono degli egoisti di merda.
è stata la gente a uccidere laura palmer, mica l'assassino.
fine prima parte




