RACCONTO A RATE
RATA 2: GL'IMPERMEABILI (presentazione)
di Laura Palmer e del suo piccolo orrore americano Viola se ne dimenticò quasi subito. aveva fame e suo marito sarebbe rientrato presto dal lavoro. lui adorava letteralmente la pasta al forno, e a lei piaceva molto cucinare. si sarebbe detto un connubio perfetto, se non fosse per il fatto che Gunter (sel'era accalappiato tedesco, visto che c'era, il massimo dell'affidabilità, almeno per quel che riguarda gli elettrodomestici) di tanto in tanto si infilava tra le sue cosce chiamandola "mamma", e voleva che lei si rivolgesse a lui come a un padre, durante il rendez-vous. era il loro piccolo segreto, il loro piccolo orrore italiano. aveva un cosino rachitico e storto che ogni volta le dava fastidio maneggiare. poi l'idea che fosse stato con altre donne molto più vecchie di lei prima di sposarla le dava la nausea. puntualmente, dopo aver fatto sesso, lui si lavava il pene e le mani, indossava un cambio d'abiti disimpegnato, usciva e le comperava dei fiori. sentiva di doverle qualcosa. se non altro, per la pazienza concessagli, era vero.
Gunter era un agente di borsa. spesso passava le ore prima dell'alba a fissare sul monitor l'apertura di honk hong, le previsioni del nasdaq, le prime quotazioni di mosca e tokio. i numeri si susseguivano accompagnati da diligenti segni positivi o negativi, e lui a seconda dell'umore annuiva o sbuffava. era deformato professionalmente, ma non bastava: odiava tutto ciò che avesse un risvolto non calcolabile matematicamente. non andavano mai al cinema nè a teatro, non organizzavano cene cogli amici e anzi non avevano neppure degli amici da invitare, di tanto in tanto. a Viola erano rimaste solo la sorella, la madre e una compagna di università con le quali sfogare e maledire le proprie frustrazioni sessuali. piano piano aveva cominciato ad imparare come nascondersi da lui, senza indisporlo o insospettirlo, o come simulare vere e proprie patologie che le permettessero di esonerarsi dalla propria mansione di moglie. ne aveva fin sopra i capelli delle fissazioni di Gunter, e se non fosse stato per la sua indole pacata e piacevole lo avrebbe lasciato da un pezzo.
alla televisione davano lo spot del monte dei paschi di siena. lo sentiva sin dal piano di sopra. Gunter tardava inspiegabilmente. adorava quella canzone, gl'impermeabili, e adorava Paolo Conte. "e ricomincerà, come in un rendez-vous", poi tutti quegli strumenti, la musica davvero è un miracolo sopra le righe. è vita pura. la lavatrice s'impennò colta dal suo solito singhiozzo, e le impedì di ascoltare l'ultimo ritornello prima della frase a effetto. Viola fissò incattivita l'oblò e ci mancò poco che lo prendesse a pugni. perchè le cose fanno tanto rumore? non si vivrebbe al meglio se tutto avesse il silenziatore, anche la voce umana? quella volta che si erano conosciuti, lei e Gunter, avrebbe fatto volentieri a meno di ascoltarsi un intero bignami sulla borsa internazionale. l'avrebbe semplicemnente ignorato, guardandosi intorno curiosa come fan tutti, in treno; poi l'avrebbe preso per mano e sarebbe bastato un gesto, quel gesto furtivo con le dita, per rapirlo in silenzio. ma no, lui aveva voluto parlare, e non c'era stata maniera cordiale di zittirlo. la lavatrice ululava ancora, presa da spasmi continui, e Viola decise di andare a scaldare la pasta. sarebbe tornata presto, magari dopo lo spot della bmw.





