RACCONTO A RATE
RATA TRE: è MEGLIO UNA DELUSIONE VERA DI UNA GIOIA FINTA
insomma niente fretta, Gunter, fai pure con comodo. la pasta è pronta da mezz'ora, oramai ripiega su se stessa e non fuma neanche più, ma tu non ti preoccupare, eh, vai tranquillo. prima o poi si fossilizzerà sul tavolo, e anche tu ti fossilizzerai su quella cazzo di poltrona che ricopri in silenzio tutte le mattine col tuo secco deretano da tennista. la tua segretaria si fossilizzerà fissandoti innamorata dalla scrivania di seconda scelta (meglio risparmiare sugli impiegati che sulle sciocche ceramiche che addobbano il tuo ufficio, per carità), e tu non te ne sarai mai accorto. chiama in piena notte una volta a settimana, in genere di venerdì, credi che non me ne sia resa conto? e con una scusa ti costringe a una pausa dal football americano che ti comperi a suon di offerte e vendite ogni mese. tu la seghi con tre parole, hai voglia di posare il culo su un divano vero, di tanto in tanto. allora lei ti lascia libero (sometimes love means letting go, diceva il buon vecchio william) e torna a piangere aggrappata al suo cuscino zebrato da ex adolescente incazzata.
si è tolta il pircing per te, per chi credi che l'abbia fatto?
ha una laure a e mezza, poteva aspirare ad altro.
ma perchè non te ne vai con lei? in fondo io non ne soffrirei poi tanto. si riparte da zero è una frase che suona morbida e calda, giuliva. ma perchè non te ne vai? io e melissa ce la caviamo bene anche da sole. una madre e una figlia sono già una famiglia, non occorre il padre. il padre non occorre mai, ho studiato, posso cavarmela. ma perchè non te ne vai? siamo sempre stai una bugia ben mascherata, e la nostra bambina è il frutto di questa menzogna perfetta. io non ti amo nè ti saprei amare tra vent'anni. il tuo modo di appenderti alle mie mammelle mi fa ribrezzo, la tua voce isterica mi fa ribrezzo, le tue scarpe vecchie (hai una mania per gli accessori da far pena ai feticisti) mi fanno ribrezzo, la tua puntualità mi fa ribrezzo, mi da sullo stomaco e sui nervi anche il tuo ritardo, adesso. ma perchè non te ne vai con lei? lei ti ama più di se stessa. morirebbe per te. ucciderebbe per te. io non so nemmeno se riuscirei ad accoppare qualcuno che non sia tu, Gunter.
ma eccoti, eccoti al telefono. questo maledetto apparecchio mostra anche il numero di chi sta chiamando, tanto perchè io sappia di che morte morirò. se mia suocera o te o mia madre o la tua segretaria Molly. sto in bilico sulla questione: se rispondere o no.
"si?"
"amore tardo." ancora quella r bolzanina appesa alla tua lingua, c'hai. sei peggio dei meridionali che regalano doppie al popolo, sei.
"si, l'avevio immaginato. non importa, amore." amore. e questa da dove mi è uscita?
"ci vediamo tra un'ora." fa' anche tre.
"va bene tesoro." puah, tesoro. puah. che schifo.
ma perchè non te ne vai? sarei felice. in fin dei conti è meglio una delusione vera di una gioia finta.
torno alla mia lavatrice, che è meglio. c'è una cosa che devo nettare, una cosa mia. a mano non è venuta pulita. speriamo in bene.





